“PERSONA CON DISABILITÀ, NON DISABILE”
L’approccio della Fondazione Renato Piatto onlus è fondato sul riconoscimento in quanto persona di chi si trova in condizione di disabilità.
L’approccio globale alla persona, è quindi il cardine della metodologia operativa della Fondazione e si realizza attraverso il lavoro integrato e la definizione di un Progetto Individuale da parte dell’équipe multidisciplinare, in condivisione con la famiglia e i servizi di riferimento.
I paradigmi di riferimento a cui ci ispiriamo per definire l’operatività sono valori e concetti tipici del “pensiero Anffas” e coerenti agli orientamenti del panorama scientifico internazionale.
Il Modello bio-psico-sociale, il concetto di “prendersi cura” anziché curare e la consapevolezza dell’importanza dell’ambiente nel determinare la condizione di disabilità (I.C.F.), ne sono l’espressione più significativa.
Nel trattamento dei bambini con grandi difficoltà di relazione e comunicazione, Fondazione Piatti si ispira al modello DIR (Development Individual Relationship): un metodo riabilitativo indicato in particolare, ma non esclusivamente, per l’approccio all’autismo infantile, il cui sviluppo si basa su 3 assunti fondamentali:
1. l’intervento precoce può cambiare la vita di un bambino con disabilità
2. esiste ed è dimostrata la diversità nei modelli di apprendimento e di sviluppo di ogni bambino; ciò comporta individualità negli interventi e globalità e interdisciplinarietà degli interventi stessi
3. le relazioni umane sono cruciali nello sviluppo di una persona
La finalità del metodo DIR è garantire una riabilitazione efficace ai bambini con disabilità intellettiva attraverso un trattamento individualizzato e intensivo, basato sull’importanza che le relazioni affettive, che ogni bambino instaura con gli adulti che lo circondano, hanno nel suo sviluppo cognitivo ed emotivo. Dunque, questo indirizzo terapeutico implica un costante e rilevante coinvolgimento dei genitori e degli adulti che hanno rapporti con il bambino, nella riabilitazione.
Il metodo DIR mira ad incidere sullo sviluppo delle capacità funzionali ed emozionali che i bambini devono possedere; via via fa emergere le capacità di adattamento e autoregolazione, di interazione reciproca, la capacità di comunicare in modalità sempre più complessa.
Il punto centrale di questa metodologia, che è anche la parte che Fondazione Piatti sviluppa, è il Floor Time*: l’interazione spontanea che si crea tra bambino e operatore e che permette di sfruttare le capacità del bambino per raggiungere un obiettivo emotivo o per soddisfare un bisogno, tenendo conto del livello evolutivo, del tono affettivo, delle motivazione e delle specifiche difficoltà di assimilazione delle informazioni che il bambino presenta.
È proprio attraverso il floor time che il bambino imparerà ad interagire con le altre persone in maniera proficua per la sua crescita.
*il floor time è il periodo in cui il genitore "gioca a terra, sul pavimento" con il bambino, interagendo con lui






Fondazione Renato Piatti Onlus